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Istanbul a Piedi: la città dei gatti percorsa tra Fatih e Beyoğlu

Istanbul a Piedi: la città dei gatti percorsa tra Fatih e Beyoğlu

Sono partita per Istanbul con l’idea di voler fare mille cose.
Avevo programmato i miei tre giorni nella metropoli turca al dettaglio, cavalcando l’entusiasmo pre-viaggio. Quella fase in cui ti informi sui blog di viaggio e ti appunti la lista dei preziosi suggerimenti dei tuoi amici, sperando di non dimenticare niente.
Eppure, non appena scesa dal tram in piazza Sultanahmet, ho capito che sarebbe stato impossibile e, soprattutto, inutile cercare di carpire il segreto di questa meravigliosa città in così poco tempo.
E’ una città con un ritmo tutto suo, che va ascoltato e poi seguito.
Il modo migliore per farlo era spostandosi a piedi. Così, il primo giorno, ho deciso di percorrerla limitando veramente al minimo l’uso dei mezzi pubblici.
Partendo dal Gran Bazar (carino ma niente di eccezionale, a mio avviso) mi sono inoltrata nel quartiere di Fatih. Il pretesto era raggiungere la Chiesa di San Salvatore in Chora a nord di Fatih.

Un bellissimo pretesto, peraltro, (la Chiesa si caratterizza per degli splendidi mosaici bizantini) che mi ha permesso di entrare in contatto con una realtà a me nuova.

Il quartiere di Fatih è uno dei più tradizionalisti di tutta Istanbul. Non bisogna stupirsi se, girato l’angolo, ci si ritrova ad essere una delle poche donne vestite all’occidentale. Eppure non è stato affatto un problema.  La presenza di una moltitudine di chiese  e sinagoghe accanto a moschee è dovuta alla storia di questa zona di Istanbul: a partire dall’epoca Bizantina ospitò ebrei greci e, successivamente, ebrei sefarditi spagnoli. Il dedalo di stradine di Fatih,  in cui è facile perdersi, si intreccia con quello di Ferner e Balat, storici quartieri greco ed ebreo di Istanbul.

Nel mio girovagare mi accorgo pure (e ne avrò tante volte conferma anche in seguito) che Istabul è anche la città dei gatti per antonomasia.

Capita spesso di vedere un gatto sulla soglia di un negozi, quasi ne fosse il guardiano, oppure dentro ai musei… luoghi in cui solitamente non è permesso introdurre animali. D’altronde non mi era mai successo di vedere una cosa come questa per strada:

Un condominio per felini!
Il ritmo lento di Fatih diventa più vivace ed europeizzante a Beyoğlu, oltre il ponte di Galata.
La Torre di Galata (da visitare di notte, da qui si puà ammirare un panorama mozzafiato a 360° fino al ponte del Bosforo e sulla parte asiatica della città) è senz’altro il simbolo di un quartiere giovane e con forte vocazione all’arte, dove in un’intera via si trovano negozi per strumenti musicali tradizionali e non. Ci si può arrivare a piedi oppure tramite funicolare (Tunel) dalla fermata di tram Kardakoy.

 

Andando verso Piazza Taksim lungo Istiklal Cad, ci si ritrova decisamente in un ambiente dallo stile più europeo.  Beyoğlu rimarrà, durante il mio viaggio,  un punto di riferimento soprattutto per la sera: qui infatti ci sono tanti localini, alcuni anche con musica dal vivo.

 

Il secondo giorno, che cade di domenica, mi reco a Ortaköy, quartiere a nord-est di Beyoğlu (ultima fermata di tram per Başiktas) per raggiungere quello che una volta era un antico villaggio di pescatori, oggi luogo di ritrovo per le famiglie alla domenica.
La visita ad Ortaköy dura poco, il tempo di spulciare tra le bancarelle del mercatino delle pulci che animano la piazza principale. Il resto del giorno lo dedico a Palazzo Dolmabahçhe e al  Museo di Arte Moderna Instanbul Modern Art (da vedere!).

L’ultimo giorno invece ho visitato Sultanahmet nel dettaglio: una giornata meravigliosa tra la magnificenza di Palazzo Topkapi con il suo Harem, la bellezza di Aya Sofya e della Moschea Blu e l’alone di mistero che avvolge la Cisterna Basilica.

Ma di tutto questo ne parlerò nel prossimo articolo!

…Da non perdere:

un balik ekmek (panino con il pesce) sotto al ponte di Galata

un caffè da the Little House Café, un minuscolo caffè di 10 mq ai piedi di Balat-Fatih, prima di salire verso la Chiesa di San Salvatore in Chora

un tramonto sul ponte di Galata guardando in direzione della Moschea Nuova, in compagnia dei tanti pescatori

una cena da Zubeyir Ocackbasi, a Beyoğlu, dove si mangia tutti insieme intorno al grande  barbecue

una visita alla Torre di Galata di notte

Written by Alessandra Poce

Spesso con la testa fra le nuvole, viaggio ogni giorno grazie alla musica e ai libri. Eterna insoddisfatta, sogno di conoscere tutte le lingue del mondo. Amo viaggiare (mava'?!), coltivare bonsai, disquisire con il mio gatto. Fino a poco tempo fa, smartphone, instagram & Co. erano per me mondi sconosciuti. Oggi una miriade di possibilità.

1 Comment

  1. Istanbul lover · 25 febbraio 2014

    Bell’articolo, bella, anzi meravigliosa Istanbul. Il quartiere di Fatih e la chiesa di San Salvatore in Chora sono autentici gioielli, confermo. I gatti del posto, invece, non sono molto accoglienti: hanno disturbato tutte le mie colazioni all’aperto, saltandomi puntualmente sul piatto ! Aspetto con ansia i prox articoli, merhaba

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