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Siberia: il lago Baykal e l’isola di Olkhon

Siberia: il lago Baykal e l’isola di Olkhon

Il lago Bajkal, grande come tutto il Belgio e con una forma allungata che si estende per ben 636 km, è il più voluminoso lago del pianeta, grazie anche alla sua profondità che arriva fino a 1’642m. Per visitarlo tutto, o meglio per visitare le terre lungo le sue coste, ci vorrebbe come minimo un viaggio dedicato… e non sarebbe sufficiente, perché tra inverno ed estate queste terre e questa acqua si trasformano completamente…(in tutti i sensi).
Baykal+Olkhon map Olkhon landscapes (1)
Guardando la cartina, con stessa forma del lago, ma scalata sulla mappa in rapporto 1:9, in una specie di alternanza terra-acqua a mò di matrioska, c’è l’isola di Olkhon. Una striscia di terra di oltre 71 km di lunghezza e 21 di larghezza, che nella stagione estiva la si raggiunge tramite un traghetto, mentre d’inverno la si raggiunge camminando o guidando…sul ghiaccio. Questa era la nostra meta, con base al villaggio di Khuzhir, un paesino di 1200 persone, principalmente di origine Buriata.
Khuzhir 1 Khuzhir 2
Il viaggio da Irkutsk (dove c’è l’aeroporto più vicino) prevede circa 300km e oltre 5 ore. Fin quando si procede verso Nord la strada non è tremenda: un extraurbana poco trafficata e con evidenti carenze manutentive, ma niente di insopportabile. Si attraversano paesaggi verdi lievemente ondulati, interrotti da pochi villaggi e molti tralicci elettrici.

Quando si devia verso est, per dirigersi verso Olkhon, lo scenario gradualmente cambia… le erbose colline appena accennate si evolvono in alture più evidenti ed a volte rocciose, ma soprattutto la obsoleta strada asfaltata lascia il posto ad una via talmente nuova…che non è ancora stata terminata… eppure nuova non lo è affatto! Questa strada attende il suo completamento e la sua prima asfaltatura da oltre 20 anni, da quando queste terre erano parte dell’Unione Sovietica!
the road to Olkhon
In alcuni punti è ancora ben visibile quello che fu il cantiere, con cumuli di ghiaie e pietra, escavazioni, situazioni in divenire… Ma qui è come se qualcuno avesse spento un interruttore, cosi all’improvviso da prendere alla sprovvista anche chi stava lavorando, tanto che che non si è ne completato, ne sistemato, ne adattato nulla.

La strada sconnessa e polverosa teoricamente è a due corsie, ma praticamente, quasi ovunque, ha altre carreggiate…sul prato ai lati…
Eh già, perché sulla strada manutenzione non ne esiste, e quindi qualcuno ha pensato bene di iniziare a uscire dal battistrada ghiaioso rialzato e guidare a qualche decina di metri di distanza sull’erba o sul terreno sabbioso per evitare i punti più rovinati della strada originaria…evidentemente poi quelle decine di metri son diventate centinaia, e di mese in mese, di anno in anno… oggi si procede scegliendo il tracciato al momento, e, spesso alternando tratti stradali a tratti “campestri”, si arriva all’imbarco del traghetto per l’isola.

Olkhon landscapes (2) Olkhon landscapes (8) Olkhon landscapes (4)

Questi discorsi sulle infrastrutture del luogo introdurrebbero dissertazioni socio-politiche riguardanti principalmente la considerazione che il governo di Mosca ha della Siberia: a detta dei locali, per Mosca la Siberia è solo un luogo dove prendere materie prime, e non già anche un luogo dove reinvestire per migliorare le infrastrutture ed il benessere degli abitanti locali.
Pare infatti che ci siano malcontenti di questo status quo, ma rimangono sporadici sia per la bassa densità di popolazione di queste aree, sia per la prevalenza ancora rurale dei suoi abitanti.

Olkhon - incontri ravvicinati (1) Olkhon - incontri ravvicinati (2) Olkhon - incontri ravvicinati (3)

Dopo la traversata su di un piccolo traghetto, si sbarca sulle rive dell’isola. Olkhon è un isola che non conosce asfalto: si potrebbe dire che “non c’è ancora arrivato”… non è solo una questione tempistica, forse più geografica, o forse anche di una (giusta) scelta di salvaguardia dell’integrità del territorio.
L’isola è (quasi) incontaminata, la stessa “firma” dell’uomo è lieve, un solo tracciato la attraversa in tutta la sua lunghezza, un percorso che fiancheggia tutta la costa occidentale, lasciando inaccessibile quella orientale. Un terreno, quello dell’isola, prettamente sabbioso, anche lontano dalle coste, ma allo stesso tempo ricchissimo di vegetazione.

The Best Vehicle Olkhon landscapes (6)
Ovviamente viaggiare sull’isola non è più “comodo” di quanto non sia stato nelle strade per arrivarci. Anzi! … è qui che ci rendiamo conto del perchè della larga diffusione di spartani pulmini di origine militare (come anche il nostro) … questi sono mezzi (all’occorrenza 4×4) che non si fermano davanti a nulla: sulle vie dentro e fuori le foreste di Olkhon, si muovono decisamente più sicuri di tanti SUV… andarci con un auto normale è decisamente un azzardo, anche prestando la massima attenzione.
Travel on Olkhon 1 Travel on Olkhon 3

A metà dell’isola il villaggio di Khuzhir: un grosso agglomerato di casette, tutte realizzate con tronchi di legno incastrati tra loro, la maggior parte molto datate e non esattamente curate. Una serie di steccati di legno delimitano strade che si intrecciano tra le abitazioni.
Olkhon typical costruction Olkhon - incontri ravvicinati (4)

Un villaggio nato e strutturato (in un ottica del regime comunista di uniformare gli stili di vita – nota che riporto senza intenti critici e/o polemici, ma solo per cronaca) per dare a tutte le famiglie, sia russe che buriate, un piccolo orto da coltivare… oggi, senza lo stato che indica cosa fare e non fare, si distinguono facilmente gli orti (e le case) dei russi e quelli dei buriati: i primi sono coltivati, i secondi no.

Olkhon landscapes (10) Olkhon landscapes (9) Olkhon landscapes (3)

Camminare nel villaggio di Khuzhir e pernottarci è una continua scoperta. Il villaggio basa gran parte della sua economia sul turismo… State strabuzzando gli occhi? L’ho fatto pure io: Olkhon, e Khuzhir in particolare non sembrano una destinazione turistica, non ha alberghi accoglienti, edifici fastosi e mete attrattive, eppure… eppure Olkhon è una meta molto frequentata da russi e anche da qualche europeo (ho trovato diversi francesi) in cerca di aree naturalistiche poco frequentate.

Proprio di fronte al villaggio di Khuzhir si trova il Burkhan Rock, uno scoglio che è un luogo sacro per lo sciamanismo, e che insieme alla natura e alle bellezze del lago, attrae i turisti russi che si fanno migliaia di kilometri per recarsi qui.
Scoglio sacro dello Sciamanismo 1 Scoglio sacro dello  Sciamanismo 3
Per chi vien qui per la prima volta, questa meta ha un qualcosa di esotico, di scoperta. Per i russi, di certo non spaventati dalla mancanza di confort che inevitabilmente la caratterizza, l’isola è più un posto dove trovare tranquillità e armonia con il mondo, un luogo mistico.
Scoglio sacro dello  Sciamanismo 2 Scoglio sacro - diverse persone si arrampicano e leggono o fanno yoga seduti sulle rocce

Noi eravamo alloggiati presso la Nikita’s homestead che spicca nel villaggio per la cura e l’estetica degli edifici in legno (tutti intarsiati, curati e ben manutenuti).
Nikita's homestead 1 Nikita's homestead 2
L’alloggio rispecchia in tutto e per tutto la tipologia costruttiva del luogo con le pareti costituite da tronchi di legno poggiati ed incastonati uno sull’altro, e sul lato interno dei cordoni di lana messi sui giunti dei tronchi con lo scopo di non far passare gli spifferi.
room
La prima sorpresa è stata il WC… la guida ci aveva avvisato lungo il tragitto da Irkutsk, che i bagni lasciavano un pò a desiderare… arrivati li, ci ha spiegato che il bagno degli abitanti locali è nient’altro che un piccolo capanno in legno in mezzo all’orto con una buca nel terreno…
Immaginate il nostro sollievo quando invece a fianco della nostra camera abbiam trovato un WC ad uso comune, con un lavabo ed un water in plastica!!! …d’altronde (abbiam pensato) siamo nella miglior area ricettiva del villaggio!
wc
Pia illusione! Il water… non scarica… è solo un pezzo di pvc sopra la solita buca nel terreno (non fate il nostro errore di provare a buttarci acqua coi secchi!). L’unica differenza sta nell’aver il wc accanto alle camere per i turisti senza dover andare all’aperto, e nel potersi sedere…
Il lavabo è dotato di un rubinetto che apre un serbatoio di latta riempito di volta in volta con dei secchi.

Olkhon landscapes (5) Travel on Olkhon 2

Lo sforzo per agevolare i turisti è notevole, il risultato a volte un pò meno… comunque apprezzabile.
Si deve pensare che l’isola è si fornita di energia elettrica, ma manca completamente di acquedotti, fognature, ecc… l’acqua va sempre bollita, o in alternativa si usa solo quella in bottiglia.

Olkhon è frequentata da campeggiatori, amanti della pesca, appassionati di ricerca di funghi (abbondantissimi nelle boscaglie), e direi che è ottima per ritrovare quell’istinto “wild” che l’uomo moderno ha probabilmente perso; dimenticando le comodità della poltrona di casa, della tv, e apprezzando il contatto con la natura ed uno stile di vita che era proprio di alcune generazioni fa…
Olkhon Olkhon landscapes (7)

È una mèta non ancora turisticamente inflazionata, selvaggia, d’altri tempi, un viaggio che mi sento certamente di consigliare (anche se non a tutti: ci vuole spirito di adattamento e non è certo indicato a chi cerca il confort a tutti i costi), a me piacerebbe tornarci durante la stagione invernale per scoprire l’altra faccia del Baykal: quella ghiacciata!

Written by Massimiliano Meccoli

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